Come scrivere un post per il blog

Come scrivere un post per il blog


Qualcuno mi ha chiesto come scrivo un post di un blog. Qual’è il processo che seguo dall’inizio alla fine?

Qualcun’altro mi ha chiesto invece cose più specifiche, come scrivere il titolo e l’introduzione, ad esempio.

Con questo articolo proverò ad accompagnarti lungo il percorso che seguo normalmente quando creo un post, in modo che tu possa farlo tuo o modificarlo a seconda delle tue necessità al fine di rendere la creazione dei tuoi contenuti molto più facile.

Scegliere l’argomento del post

Il primo passo da compiere è abbastanza logico: scegliere un argomento.

Con i miei articoli questo normalmente significa cercare di informare gli utenti cercando di rispondere ad una delle seguenti domande:

  • come fare…;
  • quando fare…;
  • perchè…;
  • cosa…;
  • dove…;
  • quale…;
  • etc….

I miei post rientrano, pertanto, nella categoria dei contenuti “how to”: cercano di fornire istruzioni ed informazioni dettagliate per poter approcciare una determinata tematica, o risolvere un problema specifico.

Quindi comincio sempre con una di quelle necessità che ti ho appena elencato. Queste definiscono generalmente l’argomento del mio post.

Se, invece, hai un diverso stile di blog (ad esempio, il tuo scopo è quello di intrattenere le persone piuttosto che insegnare loro), si può avere un processo diverso per la creazione degli argomenti.

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Pensare al lettore

Come detto poc’anzi, i miei argomenti tentano di far venire allo scoperto problemi o domande dei lettori.

In questa seconda fase mi sforzo di calarmi nei panni del mio lettore e immaginare la sua situazione.

Infatti, non bisogna mai dimenticare, che dobbiamo scrivere pensando al lettore.

Durante questa fase, scrivo una o due frasi su chi è il mio lettore e su come immagina l’argomento di cui parlerò.

Ad esempio, se sto scrivendo di un problema, potrei pensare:

  • perché il mio lettore ha questo problema?
  • come si sente a riguardo?
  • cosa ha già provato a fare per superarlo?
  • cosa gli ha impedito di risolverlo in passato?

Quando ti metti nei panni del tuo lettore, puoi scrivere il tuo articolo con reale empatia e rendere il tuo post veramente rilevante per lui.

A questo punto, sto anche pensando a quello che voglio che il mio lettore faccia dopo aver letto il mio post sul blog.

È davvero importante pensare alla tua call of action prima di iniziare a scrivere.

Ti aiuterà nella creazione del tuo titolo, nella stesura della tua introduzione, nella scrittura della parte principale del tuo post e nella conclusione.

Creare un titolo di “lavoro”

Confrontandomi con altri blogger, ho notato che alcuni preferiscono scrivere prima il post e poi trovare il titolo.

E capisco perfettamente questa prospettiva perché è quello che facevo anch’io una volta.

Ma quello che mi piace fare ora è trovare prima di tutto un titolo funzionale, ancorchè non definitivo, una volta che ho delineato l’argomento e la prospettiva del lettore.

Una sorta di titolo di lavoro, provvisorio, che a volte mi aiuta a creare un punto di vista unico per il post.

Per esempio, scrivendo di Content Marketing, potrei avere un’idea per un post sul Content Pillar.

Svolgo, quindi, il mio lavoro mettendomi nei panni del mio lettore target: sono un principiante e non ho molte nozioni in merito.

Ecco allora, quando faccio il brainstorming dei titoli, che mi vengono in mente cose del tipo “Cos’è un Content Pillar?”, o “Come scrivere un Content Pillar”, o ancora “Perchè è importante realizzare un Content Pillar?”.

Si può vedere che semplicemente selezionando uno di questi titoli, ho già un’idea molto più chiara di cosa sarà il post.

Ma è importante capire che questo è solo un titolo di lavoro.
Una volta scritto il post, ritornerò sui miei passi e lo modificherò un pò.

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Photo by Glenn Carstens-Peters on Unsplash

Creare un elenco puntato

In questa fase elenco i punti principali che voglio comunicare nel mio articolo.
Non scrivo molto qui.

Normalmente è solo un elenco puntato in un documento di testo sul mio computer o nel mio taccuino, oppure può essere una mappa mentale.

Mentre stendo l’elenco, faccio un brainstorming delle possibili risposte alle domande o delle soluzioni al problema che ho identificato, delineando i passi che il lettore potrebbe seguire per apprendere una nuova conoscenza o padroneggiare un processo.

Viene fuori una sorta di scheletro del post: per il momento non cerco di aggiungere alcuna “ciccia” a questo elenco.

I punti che creo spesso diventano sottotitoli nel mio post finito.

In tal modo, creando le sezioni principali e poi i sotto-punti per ogni sezione, il post inizia a prendere forma.

Arrivati sin qui, spesso mi capita di avere più punti di quelli che poi userò nel post concluso.

Quindi elimino quelli più deboli o meno rilevanti e mi concentro solo sulle cose più importanti che voglio dire.

Una volta che ho questi punti, mi prendo un pò di tempo per sistemarli nel miglior ordine possibile.

Non credo che siano in molti a farlo. Ma prendersi un momento per pensare “È un ordine logico? I miei punti sono sequenziali?” può fare la differenza per il tuo post.

Dare un’occhiata critica al quadro generale

Con lo schema definito, mi pongo le domande più rilevanti come:

  • questo post sarà davvero utile ai miei lettori?
  • è interessante?
  • le persone avranno ancora delle domande dopo aver letto l’articolo?
  • ho bisogno di fare qualche altra ricerca per affrontarle?

E ‘importante porsi queste domande ora, piuttosto che dopo aver finito di scrivere l’intero post.

In questo modo, se ti rendi conto che hai bisogno di fare più ricerca (o che in realtà hai scelto un’idea debole per il tuo post), sarai pronto a mettere in atto l’azione più opportuna.

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Scrivere l’introduzione del post

Alcuni blogger preferiscono scrivere prima il resto del post e poi creare l’introduzione.

Ma scrivere l’introduzione in anticipo funziona meglio per me. Mi aiuta ad entrare nel flusso del mio articolo.

Come per il titolo, l’introduzione spesso “suggerisce” la direzione del post stesso. La mia introduzione è di solito lunga da uno a tre paragrafi.

Ma, come per il titolo, torno a rielaborare l’introduzione dopo aver terminato l’articolo.

Mentre scrivi l’introduzione, pensa al lettore e alla sua situazione, domanda o problema. Mostragli che comprendi davvero il suo stato d’animo, la sua condizione.

Se riesci a mostrare un pò di empatia nelle prime righe del post, sarai in grado di creare un collegamento più profondo con il lettore.

In tal modo, i tuoi utenti vorranno continuare a leggere il resto del tuo articolo.

Questo è anche un buon punto per tracciare un quadro di come il lettore trarrà beneficio dalla lettura del tuo post.

Cosa sarà in grado di ottenere dopo averlo letto?

Sviluppare i punti principali del post

Delineato lo schema, sviluppare ogni singolo punto per creare la parte principale del tuo contenuto sarà abbastanza semplice.

Hai solo bisogno di aggiungere, a questo punto, la “ciccia” all’ossatura che hai già creato.

Come già ampiamente ripetuto, tieni a mente il tuo lettore mentre scrivi. Quali sono le sue preoccupazioni? Da cosa potrebbe essere confuso?

Probabilmente è ormai chiaro che scrivo i miei articoli nell’ordine in cui saranno letti: il titolo, l’introduzione, poi la parte principale dell’articolo.

Scrivere la conclusione e la call to action

Un buon blogpost deve avere una qualche sorta di conclusione.

Normalmente, scrivo questa parte dopo aver buttato giù la sezione principale del mio post, e in generale cerco di riassumere quello che ho tentato di spiegare al lettore.

Ritorno al problema o alla domanda che ho esposto nell’introduzione, e ricordo all’utente quello che ho cercato di illustrare.

Riassumo anche i punti principali.

Dopo di che, è davvero importante dare ai lettori qualcosa di specifico su cui agire.

Ritorna a ciò che hai identificato al punto 2, e dichiara chiaramente cosa vuoi che facciano dopo.

Potresti incoraggiarli a mettere in pratica il processo che hanno appena appreso, ad esempio, oppure invitarli a lasciare un commento o interagire in qualche modo.

Non fornire loro troppe opzioni: concentrati invece nell’incoraggiare a compiere un’unica e specifica azione.

E assicurati che la tua call to action scaturisca dagli obiettivi del vostro blog e, in particolare, dello specifico post che stai scrivendo.

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Aggiungere “appeal” al post

In questa fase del processo, cerco elementi che potrei aggiungere per rendere un post ancora migliore.

Ad esempio, potrei cercare:

  • una storia o un aneddoto da includere;
  • un’immagine che andrebbe a completare il post;
  • un video di YouTube rilevante da incorporare;
  • un grafico o una grafica che illustra un punto chiave del post;
  • una citazione.

Si tratta di modi per rendere il post più attraente da leggere.

Si potrebbe anche prendere in considerazione di intervistare qualcuno per aggiungere al post la sua prospettiva, anche (o soprattutto) se fornisce un punto di vista alternativo.

Questo passo è quello di rendere il post migliore e più “profondo”, e fare in modo che sia interessante e di grande appeal visivo.

Editare e correggere il post

A questo punto, è importante rivedere il tuo post un’ultima volta per essere sicuri di non aver commesso errori, di qualunque sorta.

Per il mio modo di lavorare, mettere un pò di spazio tra quando scrivo e quando edito è davvero importante.

Sono convinto che usiamo parti differenti del nostro cervello per pensare in modo critico alla revisione.

L’ultima cosa che vuoi è quella di mandare a ramengo tutto il tuo lavoro pubblicando un contenuto pieno di errori eclatanti.

Un controllo di qualità è davvero importante: quindi assicurati di riservarti tempo a sufficienza per modificare e correggere.

In questa fase del processo potresti anche farti aiutare da qualcun altro: potrebbe essere un collega blogger con cui scambiare messaggi, o un editor professionale o un correttore di bozze.

In conclusione, un rapido riepilogo del mio processo

Ecco un rapido riassunto del processo di scrittura che utilizzo per scrivere i post, dall’inizio alla fine:

  • scegli un argomento;
  • pensa al lettore;
  • crea un titolo di lavoro;
  • crea un elenco puntato;
  • esamina in modo critico il quadro generale;
  • scrivi l’introduzione;
  • sviluppa i punti principali;
  • scrivi la conclusione e la call to action;
  • aggiungi maggiore profondità e attrattiva al post;
  • modifica e rivedi il contenuto.

Cosa ne pensi?

E’ il mio flusso di lavoro. Ma mi piacerebbe conoscere il tuo.

Forse hai qualche step in più, oppure fai le cose in un ordine diverso.

Indipendentemente dal proprio flusso di lavoro, ritengo che sia importante fermarsi lungo il percorso ed essere riflessivi.

Continuo a ripeterlo, ma lo ritengo un punto davvero vitale, ossia che sia fondamentale pensare a chi leggerà quel contenuto: il lettore con le sue domande, i suoi problemi e le sue sensazioni.

Se riesci a dimostrare che comprendi i suoi problemi, le sue aspettative, allora creerai un vero senso di connessione.

Quindi non pensare solo a scrivere contenuti.

Pensa piuttosto al tuo post come a qualcosa da forgiare, di cui prendersi cura e a cui dedicargli tempo per renderlo al meglio possibile.

Sentiti liberi di condividere i tuoi pensieri e le tue riflessioni, ed anche le tue critiche, nei commenti.

Valentino Macri


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